martedì 29 maggio 2012

Panelle palermitane!

Oggi vi propongo la ricetta di un classico siciliano, palermitano per la precisione: le panelle!
Si tratta di una ricetta fatta con farina di ceci, acqua, sale e prezzemolo. Un classico cibo povero di strada usato per imbottire il pane e fare pane e panelle, il trionfo dei carboidrati! tra l'altro sono fritte... però ogni tanto si può  fare!
La ricetta è veramente semplice, bisogna solo avere la pazienza di friggerle a uno a uno. Io le mangio da sole, senza il panino, come se fossero patatine fritte.

Ingredienti per 6 persone (nel senso di 6 panini con abbondanti panelle):

- 500 gr di farina di ceci bio;
- 1,25 litri di acqua naturale minerale (evitate l'acqua di ribinetto);
- sale qb;
- prezzemolo qb;
- olio di semi per friggere;

Procedimento:
Versate l'acqua nella pentola e scioglietevi dentro la farina di ceci setacciata. Mettete sul fuoco e aggiungete sale e prezzemolo.




Mescolate in modo tale che non si appigli. Quando sarà cremosa e inizierete a vedere le bolle che salgono dal basso levate dal fuoco e versate velocemente dentro un contenitore che abbia una forma che poi vi permetta di far uscire agevolmente l'impasto (che appena freddo diventerà solido) e di tagliarlo a fettine. Io l'ho messo in una tortiera, ma va bene una qualunque teglia rettangolare o, se proprio volete fare come i palermitani, mettetela dentro le latte di olio di semi cilindriche a cui avrete eliminato sia il coperchio sopra che quello sotto (cioè ridotte come un tubo): in questo modo spingendo da un lato in modo tale che escano dall'altro avrete delle panelle rotonde!



Dopo che l'impasto si sarà raffreddato e dunque rassodato iniziate a tagliarlo a fettine di mezzo cm di spessore (o poco meno). Friggete le fettine in abbondante olio di semi, devono rosolare solo un minuto per lato. Mettete le panelle su carta assorbente, fate scolare l'olio in eccesso e servite ben calde dentro un panino e sfuse.



Una goduria! buon appetito!

mercoledì 16 maggio 2012

Pesce al cartoccio

Ecco un buonissimo ma leggerissimo modo di cucinare il pesce: al cartoccio! Potete scegliere il pesce che più vi piace, spigola oppure orata o altro... fate voi secondo il vostro gusto.

Ingredienti per 2 persone:
2 spigole di medie dimensioni;
capperi al sale
1 limone intero
1 cipollotto
sale
pepe
origano o prezzemolo
olio extravergine di oliva

 Procedimento:
pulite il pesce eliminando per bene tutte le viscere (io questo lavoro lo faccio fare al pescivendolo!) e inziate a farcirlo con: sale, pepe, un pò di cipollotto tagliato a piccoli pezzi, origano o prezzemolo, capperi al sale già sciacquettati dell'acqua in eccesso, e una fetta di limone.


Esternamente mettete un'altra fetta di limone, un pò di capperi e di cipollotto a pezzetti. Aggiungete 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva o, se lo avete, un cucchiaino di olio preso dai pomodorini sott'olio.
Accartoccaiate il pesce nella carta alluminio in modo tale che non ci sia nessuna apertura.
Infornate a 200 gradi per 20 minuti circa, regolatevi anche in base alla grandezza del pesce.
Servite nel cartocccio e...


Buon appetito! 


D'accordo... la presentazione non è delle migliori... ma vi posso assicurare che è buonissimo! anche perchè la carne resta ben morbida ma aromatizzata.

giovedì 5 aprile 2012

Pasta con le cime di rapa e... cime di rapa di secondo!

Premessa: questa è la ricetta della pasta con le cime di rapa di mia madre, non so se coincide con quella pugliese ma secondo me è buonissima e quindi ve la propongo! a scanso di equivoci non propongo le orecchiette ma i ditalini.
Se c'è qualche pugliese all'ascolto che vuole fare presente com'è la ricetta originale il mio blog è a disposizione: lasciate un commento o inviate la vostra ricetta con le foto e la pubblicherò con piacere (non per niente il blog si chiama Le ricette di Gusta i tipici siciliani e dei suoi amici!).

Fatta questa doverosa premessa iniziamo con la ricetta.

Ingredienti per 4 persone.
300 gr di ditalini (o orecchiete o altra pasta corta che preferite)
2 mazzi di cime di rapa;
4 filetti di acciughe;
1 cipollotto;
8 cucchiai di pomodoro a pezzettoni
sale, pepe, olio evo qb

Procedimento:
 Pulite le cime di rapa eliminando le foglie più dure e i filamenti. Sciacquate abbondantemente e poi fate bollre in acqua salata. Ricordatevi di non buttare l'acqua di cotture della verdura perchè poi servirà per cuocerci la pasta.


In una padella capiente e possibilmente dai bordi alti (tipo wok) rosolate il cipollotto inseme ai filetti di acciughe.


Aggiungete al soffritto i pomodori a pezzettoni. Io, secondo i mei gusti,  ne metto 2 cucchiai a commensale ma voi potete ovviamente aggiungere o togliere a vostro piacimento!


Salata, pepate e lasciate cuocere per un paio di minuti, poi aggiungete le cime di rapa bollite e fate cuocere per un altro paio di minuti.


Fate cuocere la pasta nell'acqua di cottura delle cime di rapa. Quando sarà quasi cotta aggiungetela alla verdura e alla salsa insieme a qualche mestolo di acqua di cottura. Io ho di nuovo l'acquolina in bocca pensando a quanto è buona! le cime di rapa si sciolgono in bocca...



E siccome in realtà ne avevo comprate un pò di più le cime di rapa le ho anche cucinate come secondo!
Dopo averle pulite mettetele crude ma ancora bagnate dell'acqua di lavaggio in una padella a fuoco moderato. Si cuoceranno con la loro acqua. Aggiungete un filo di olio e soffriggete aggiungendo alla fine un pò di salsiccia secca. (se volete potete anche aggiungere la salsiccia fresca e pezzi ma dovete aggiungerla prima in modo che si cuoccia).


Un ottimo secondo veloce e gustoso!

Buon appetito!!!

martedì 3 aprile 2012

Pasta dei Santi

Questa ricetta dal nome particolare è una pasta fatta con finocchietto selvatico, acciughe sottosale e mollica tipica del periodo di San Giuseppe.
Perchè si chiama dei Santi? Perchè per la festività di San Giuseppe, qui a Enna molto sentita, si organizzano delle tavolate votive in cui i padroni di casa oltre a preparate una tavola ricca di primizie simboliche (come l'arancio in 3 spicchi, i cardi, i germogli di grano ecc) e pani riccamente lavorati, danno da mangiare ai "poveri" che si recano alla tavolata giorno 18 marzo. Attenzione: chiunque può andare alla tavolata e, dopo aver visto la tavolata, in un altro angolo della sala ci sono persone che danno da mangiare cibi tipici dell'evento offerti e preparati dagli organizzatori della tavolata: fave secche bollite, frittelle di finocchietti selvatici, frittelle di cardi, ceci bolliti. Questo viene fatto per grazia chiesta o per grazia ricevuta e richiede un lunghissimo lavoro per tutta la famiglia organizzatrice e per i vicini di casa. Oggi non sono solo i poveri ma tutta la comunità visita e mangia alle tavolate, vista anche la valenza folkloristica dell'evento. Giorno 19 marzo, quindi il giorno di San Giuseppe, un numero dispari di "poveri" che va da un minimo di 3 (Gesù, la Madonna e San Giuseppe) a un massimo di 13 (vari santi e sante) si siedono alla tavolata impersonando ognuno un santo o una santa. Consumano parte dei piatti esposti durante la tavolata e tra la pasta che viene preparata, oltre tipicamente a quella con i ceci, viene data anche questa pasta con la mollica che dunque si chiama La pasta dei Santi! Potete dare un'occhiata a una tavolata di San Giuseppe a Leonforte (Enna) cliccando qui: si aprirà un video su youtube, così potrete vedere la ricchezza della tavolata e il grandissimo lavoro fatto dalle donne che preparano i pani con le forme simboliche. Se non lo guardate non poete davvero capire come sono fatte le tavolate e perchè c'è bisogno dell'aiuto di tutta la famiglia allargata e del vicinato!

Ma veniamno alla ricetta. Di fatto è una variante ancora più povera della pasta con la mollica che a sua volta è la variante povera della pasta con le sarde alla palermitana. E' una ricetta povera ma davvero squisita.

Ingredienti per 4 persone:
350 gr di spaghetti
300 gr di finocchietti selvatici
2 cipollotti
4 filetti di acciughe
200 gr di mollica da tostare

Procedimento:
Pulite i finocchi selvatici e fateli cuocere in abbondante acqua salata. Quando saranno cotti scolateli e ricordatevi di non buttare via l'acqua: servirà per cuocere la pasta. Tagliate grossolanamente i finocchi e fateli soffriggere in una padella.


Pulite i cipollotti, tagliateli a pezzetti e fateli rosolare in abbondante olio extravergine di oliva (per la quantità di olio regolatevi tenendo presente che poi servirà per condire la pasta) insieme ai filetti di acciughe.
Fate cuocere la pasta nell'acqua di cottura dei finocchi e, nel frattempo, in una padellina rosolate la mollica aggiungendo un filo di olio extravergine di oliva.
Scolate la pasta al dente e unitela alle cipollette soffritte e a metà della mollica tostata (fate quest'operazione a fuoco spento). Impiattate e ponete sopra la pasta i finocchietti e un'altra manciata di mollica tostata.
Vi assicuro che si tratta di una pasta buonissima che, tra l'altro, si può consumare anche fredda. Io ne vado matta!


Buon pranzo!

venerdì 24 febbraio 2012

Carciofi sott'acqua

Ciao a tutti!
oggi condivido con voi una mia ricetta con i carciofi, o meglio un metodo di conservazione di questa buonissima verdura di stagione.
Questo è il periodo di piena dei carciofi che adesso vengono venduti a fasci e non a unità. Ma una famiglia normale cosa se ne fa di 25 carciofi? Li conserva sott'acqua! Si possono tranquillamente utilizzare in tutti i modi in cui vengono usati quelli sott'olio.
Si tratta di un metodo di conservazione più leggero e più veloce di quello sott'olio. Tra l'altro secondo me il sapore sei carciofi resta più intenso perchè col tempo il sapore dell'olio extravergine d'oliva tende un pò a coprirlo. E, da non sottovalutare, in tempi di restrettezze  è anche più economico!Ovviamente la rottura sta nel dover pulire tutti i carciofi!



Ingredienti per 5-6 barattoli:
un fascio di carciofi (25)
1 l di acqua
1/2 l di aceto bianco
100 gr di sale
tanta buona volontà per sbucciare i carciofi!

Procedimento:
Premessa: la quantità di salamoia varia in base a come i carciofi sono sistemati nei barattoli: più sono stretti meno ce ne vuole, più sono larghi più ce ne vuole. Quindi regolatevi voi (per come li faccio io la quantità è perfetta), l'importante è che rispettate le proporzioni degli ingredienti: il sale e l'aceto servono per conservare quindi non mettetene di meno di quanto indicato!
Pulite i carciofi eliminando le foglie esterne più dure, le punte delle foglie (circa metà) e la barbetta. Potete vedere come si puliscono i carciofi cliccando qui, nel blog di gnam gnam dove troverete ricette buonissime e molto ben spiegate.
Dopo averli puliti metteteli in una bacinella piena di acqua e succo di limone così non diventeranno neri.



In una pentola o in una bacinella mettete un litro di acqua, mezzo litro di aceto bianco e 100 gr di sale. Mescolate in modo tale che il sale si sciolga per bene.
Mettete i carciofi tagliati della dimensione che preferite dentro i barattoli e ricopriteli interamente con il liquido. Chiudete molto bene i barattoli.



A questo punto sterilizziamo i barattoli. Riempite una capiente pentola di acqua e metteteci dentro i barattoli di carciofi. Accendete il fuoco e, dal momento dell'ebollizione, contate 10 minuti.



Spegnete la fiamma e lasciate nella pentola per qualche minuto. Poi estraeteli e fateli raffreddare. Se qualcuno non dovesse risultare sigillato fatelo raffreddare capovolto: non so per quale motivo ma il barattolo si sigilla e non fa più clic clac!
Aspettate 1 o 2 giorni prima di assaggiarli perchè devono "riposare" come dice mia nonna, cioè si devono un pò insaporire amalgamando tutti gli ingredienti. Ecco il nostro barattolino di carciofi sott'acqua!



Buon appetito!!!