Questa ricetta semplice a base di cipolla, uova e pomodorono è molto semplice e buonissima, ideale per una cena povera ma gustosa oppure come antipasto rustico. Questa ricetta mi è stata data da mia suocera che in effetti la cucina in maniera sublime... io a poco a poco migliorerò!
Ingredienti per 4 persone (come pasto principale)
3 cipolle bianche grandi;
150 gr di pomodoro fresco da salsa o di passata di pomodoro;
3 uova;
qualche foglia di menta o di basilico;
sale, pepe, olio evo qb;
Procedimento:
Pulite le cipolle dagli strati esterni secchi o rovinati e tagliatele a listarelle sottili in modo tale, una volta cotte, che siano sottili ma comunque riconoscibili! Mettelele in una padella insieme a un dito di acqua e salate, salsciatele cuocere a fiamma bassa per una ventina di minuti o comunque fin quando non saranno cotte. Se necessario aumentate la fiamma per far evaporare l'acqua in eccesso. Quando saranno cotte aggiungete l'olio extravergine e fatele rosolare per qualche minuto. Aggiungete il pomodoro e regolate di sale. Io ho usato dei pomodorini di Pachino.
Lasciate cuocere per altri 5-10 minuti in modo che anche il pomodoro si cuoccia. Nel frattempo in una ciotola sbattete le uova, regolate di sale e pepe e versate nella padella insieme a qualche foglia di menta o di basilico. Aiutandovi con un cucchiaio di legno girate tutto il composto in modo tale che le uova risultino "arriminate" cioè strapazzate. Servite tiepide o a temperatura ambiente.
Guarnite con qualche fogliolina di menta o di basilico e... buon appetito!
Molti degli ingredienti del blog li trovate su www.gustaitipicisiciliani.it. Iscriviti alla nostra newsletter (sarai aggiornato sulle nuove ricette inserite)
giovedì 14 giugno 2012
Cipollata e pomodoro
Etichette:
cipolla,
piatto principale,
pomodoro,
ricetta con verdure,
uovo
martedì 29 maggio 2012
Panelle palermitane!
Oggi vi propongo la ricetta di un classico siciliano, palermitano per la precisione: le panelle!
Si tratta di una ricetta fatta con farina di ceci, acqua, sale e prezzemolo. Un classico cibo povero di strada usato per imbottire il pane e fare pane e panelle, il trionfo dei carboidrati! tra l'altro sono fritte... però ogni tanto si può fare!
La ricetta è veramente semplice, bisogna solo avere la pazienza di friggerle a uno a uno. Io le mangio da sole, senza il panino, come se fossero patatine fritte.
Ingredienti per 6 persone (nel senso di 6 panini con abbondanti panelle):
- 500 gr di farina di ceci bio;
- 1,25 litri di acqua naturale minerale (evitate l'acqua di ribinetto);
- sale qb;
- prezzemolo qb;
- olio di semi per friggere;
Procedimento:
Versate l'acqua nella pentola e scioglietevi dentro la farina di ceci setacciata. Mettete sul fuoco e aggiungete sale e prezzemolo.
Mescolate in modo tale che non si appigli. Quando sarà cremosa e inizierete a vedere le bolle che salgono dal basso levate dal fuoco e versate velocemente dentro un contenitore che abbia una forma che poi vi permetta di far uscire agevolmente l'impasto (che appena freddo diventerà solido) e di tagliarlo a fettine. Io l'ho messo in una tortiera, ma va bene una qualunque teglia rettangolare o, se proprio volete fare come i palermitani, mettetela dentro le latte di olio di semi cilindriche a cui avrete eliminato sia il coperchio sopra che quello sotto (cioè ridotte come un tubo): in questo modo spingendo da un lato in modo tale che escano dall'altro avrete delle panelle rotonde!
Dopo che l'impasto si sarà raffreddato e dunque rassodato iniziate a tagliarlo a fettine di mezzo cm di spessore (o poco meno). Friggete le fettine in abbondante olio di semi, devono rosolare solo un minuto per lato. Mettete le panelle su carta assorbente, fate scolare l'olio in eccesso e servite ben calde dentro un panino e sfuse.
Si tratta di una ricetta fatta con farina di ceci, acqua, sale e prezzemolo. Un classico cibo povero di strada usato per imbottire il pane e fare pane e panelle, il trionfo dei carboidrati! tra l'altro sono fritte... però ogni tanto si può fare!
La ricetta è veramente semplice, bisogna solo avere la pazienza di friggerle a uno a uno. Io le mangio da sole, senza il panino, come se fossero patatine fritte.
Ingredienti per 6 persone (nel senso di 6 panini con abbondanti panelle):
- 500 gr di farina di ceci bio;
- 1,25 litri di acqua naturale minerale (evitate l'acqua di ribinetto);
- sale qb;
- prezzemolo qb;
- olio di semi per friggere;
Procedimento:
Versate l'acqua nella pentola e scioglietevi dentro la farina di ceci setacciata. Mettete sul fuoco e aggiungete sale e prezzemolo.
Mescolate in modo tale che non si appigli. Quando sarà cremosa e inizierete a vedere le bolle che salgono dal basso levate dal fuoco e versate velocemente dentro un contenitore che abbia una forma che poi vi permetta di far uscire agevolmente l'impasto (che appena freddo diventerà solido) e di tagliarlo a fettine. Io l'ho messo in una tortiera, ma va bene una qualunque teglia rettangolare o, se proprio volete fare come i palermitani, mettetela dentro le latte di olio di semi cilindriche a cui avrete eliminato sia il coperchio sopra che quello sotto (cioè ridotte come un tubo): in questo modo spingendo da un lato in modo tale che escano dall'altro avrete delle panelle rotonde!
Dopo che l'impasto si sarà raffreddato e dunque rassodato iniziate a tagliarlo a fettine di mezzo cm di spessore (o poco meno). Friggete le fettine in abbondante olio di semi, devono rosolare solo un minuto per lato. Mettete le panelle su carta assorbente, fate scolare l'olio in eccesso e servite ben calde dentro un panino e sfuse.
Una goduria! buon appetito!
Etichette:
farina di ceci,
panelle palermitane,
ricetta veloce
mercoledì 16 maggio 2012
Pesce al cartoccio
Ecco un buonissimo ma leggerissimo modo di cucinare il pesce: al cartoccio! Potete scegliere il pesce che più vi piace, spigola oppure orata o altro... fate voi secondo il vostro gusto.
Ingredienti per 2 persone:
2 spigole di medie dimensioni;
capperi al sale
1 limone intero
1 cipollotto
sale
pepe
origano o prezzemolo
olio extravergine di oliva
Procedimento:
pulite il pesce eliminando per bene tutte le viscere (io questo lavoro lo faccio fare al pescivendolo!) e inziate a farcirlo con: sale, pepe, un pò di cipollotto tagliato a piccoli pezzi, origano o prezzemolo, capperi al sale già sciacquettati dell'acqua in eccesso, e una fetta di limone.
Esternamente mettete un'altra fetta di limone, un pò di capperi e di cipollotto a pezzetti. Aggiungete 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva o, se lo avete, un cucchiaino di olio preso dai pomodorini sott'olio.
Accartoccaiate il pesce nella carta alluminio in modo tale che non ci sia nessuna apertura.
Infornate a 200 gradi per 20 minuti circa, regolatevi anche in base alla grandezza del pesce.
Servite nel cartocccio e...
D'accordo... la presentazione non è delle migliori... ma vi posso assicurare che è buonissimo! anche perchè la carne resta ben morbida ma aromatizzata.
Ingredienti per 2 persone:
2 spigole di medie dimensioni;
capperi al sale
1 limone intero
1 cipollotto
sale
pepe
origano o prezzemolo
olio extravergine di oliva
Procedimento:
pulite il pesce eliminando per bene tutte le viscere (io questo lavoro lo faccio fare al pescivendolo!) e inziate a farcirlo con: sale, pepe, un pò di cipollotto tagliato a piccoli pezzi, origano o prezzemolo, capperi al sale già sciacquettati dell'acqua in eccesso, e una fetta di limone.
Esternamente mettete un'altra fetta di limone, un pò di capperi e di cipollotto a pezzetti. Aggiungete 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva o, se lo avete, un cucchiaino di olio preso dai pomodorini sott'olio.
Accartoccaiate il pesce nella carta alluminio in modo tale che non ci sia nessuna apertura.
Infornate a 200 gradi per 20 minuti circa, regolatevi anche in base alla grandezza del pesce.
Servite nel cartocccio e...
Buon appetito!
D'accordo... la presentazione non è delle migliori... ma vi posso assicurare che è buonissimo! anche perchè la carne resta ben morbida ma aromatizzata.
Etichette:
capperi al sale,
orata,
pesce,
spigola
giovedì 5 aprile 2012
Pasta con le cime di rapa e... cime di rapa di secondo!
Premessa: questa è la ricetta della pasta con le cime di rapa di mia madre, non so se coincide con quella pugliese ma secondo me è buonissima e quindi ve la propongo! a scanso di equivoci non propongo le orecchiette ma i ditalini.
Se c'è qualche pugliese all'ascolto che vuole fare presente com'è la ricetta originale il mio blog è a disposizione: lasciate un commento o inviate la vostra ricetta con le foto e la pubblicherò con piacere (non per niente il blog si chiama Le ricette di Gusta i tipici siciliani e dei suoi amici!).
Fatta questa doverosa premessa iniziamo con la ricetta.
Ingredienti per 4 persone.
300 gr di ditalini (o orecchiete o altra pasta corta che preferite)
2 mazzi di cime di rapa;
4 filetti di acciughe;
1 cipollotto;
8 cucchiai di pomodoro a pezzettoni
sale, pepe, olio evo qb
Procedimento:
Pulite le cime di rapa eliminando le foglie più dure e i filamenti. Sciacquate abbondantemente e poi fate bollre in acqua salata. Ricordatevi di non buttare l'acqua di cotture della verdura perchè poi servirà per cuocerci la pasta.
In una padella capiente e possibilmente dai bordi alti (tipo wok) rosolate il cipollotto inseme ai filetti di acciughe.
Aggiungete al soffritto i pomodori a pezzettoni. Io, secondo i mei gusti, ne metto 2 cucchiai a commensale ma voi potete ovviamente aggiungere o togliere a vostro piacimento!
Salata, pepate e lasciate cuocere per un paio di minuti, poi aggiungete le cime di rapa bollite e fate cuocere per un altro paio di minuti.
Fate cuocere la pasta nell'acqua di cottura delle cime di rapa. Quando sarà quasi cotta aggiungetela alla verdura e alla salsa insieme a qualche mestolo di acqua di cottura. Io ho di nuovo l'acquolina in bocca pensando a quanto è buona! le cime di rapa si sciolgono in bocca...
E siccome in realtà ne avevo comprate un pò di più le cime di rapa le ho anche cucinate come secondo!
Dopo averle pulite mettetele crude ma ancora bagnate dell'acqua di lavaggio in una padella a fuoco moderato. Si cuoceranno con la loro acqua. Aggiungete un filo di olio e soffriggete aggiungendo alla fine un pò di salsiccia secca. (se volete potete anche aggiungere la salsiccia fresca e pezzi ma dovete aggiungerla prima in modo che si cuoccia).
Un ottimo secondo veloce e gustoso!
Se c'è qualche pugliese all'ascolto che vuole fare presente com'è la ricetta originale il mio blog è a disposizione: lasciate un commento o inviate la vostra ricetta con le foto e la pubblicherò con piacere (non per niente il blog si chiama Le ricette di Gusta i tipici siciliani e dei suoi amici!).
Fatta questa doverosa premessa iniziamo con la ricetta.
Ingredienti per 4 persone.
300 gr di ditalini (o orecchiete o altra pasta corta che preferite)
2 mazzi di cime di rapa;
4 filetti di acciughe;
1 cipollotto;
8 cucchiai di pomodoro a pezzettoni
sale, pepe, olio evo qb
Procedimento:
Pulite le cime di rapa eliminando le foglie più dure e i filamenti. Sciacquate abbondantemente e poi fate bollre in acqua salata. Ricordatevi di non buttare l'acqua di cotture della verdura perchè poi servirà per cuocerci la pasta.
In una padella capiente e possibilmente dai bordi alti (tipo wok) rosolate il cipollotto inseme ai filetti di acciughe.
Aggiungete al soffritto i pomodori a pezzettoni. Io, secondo i mei gusti, ne metto 2 cucchiai a commensale ma voi potete ovviamente aggiungere o togliere a vostro piacimento!
Salata, pepate e lasciate cuocere per un paio di minuti, poi aggiungete le cime di rapa bollite e fate cuocere per un altro paio di minuti.
Fate cuocere la pasta nell'acqua di cottura delle cime di rapa. Quando sarà quasi cotta aggiungetela alla verdura e alla salsa insieme a qualche mestolo di acqua di cottura. Io ho di nuovo l'acquolina in bocca pensando a quanto è buona! le cime di rapa si sciolgono in bocca...
E siccome in realtà ne avevo comprate un pò di più le cime di rapa le ho anche cucinate come secondo!
Dopo averle pulite mettetele crude ma ancora bagnate dell'acqua di lavaggio in una padella a fuoco moderato. Si cuoceranno con la loro acqua. Aggiungete un filo di olio e soffriggete aggiungendo alla fine un pò di salsiccia secca. (se volete potete anche aggiungere la salsiccia fresca e pezzi ma dovete aggiungerla prima in modo che si cuoccia).
Un ottimo secondo veloce e gustoso!
Buon appetito!!!
Etichette:
ricetta con verdure,
ricetta pasta con cime di rapa
martedì 3 aprile 2012
Pasta dei Santi
Questa ricetta dal nome particolare è una pasta fatta con finocchietto selvatico, acciughe sottosale e mollica tipica del periodo di San Giuseppe.
Perchè si chiama dei Santi? Perchè per la festività di San Giuseppe, qui a Enna molto sentita, si organizzano delle tavolate votive in cui i padroni di casa oltre a preparate una tavola ricca di primizie simboliche (come l'arancio in 3 spicchi, i cardi, i germogli di grano ecc) e pani riccamente lavorati, danno da mangiare ai "poveri" che si recano alla tavolata giorno 18 marzo. Attenzione: chiunque può andare alla tavolata e, dopo aver visto la tavolata, in un altro angolo della sala ci sono persone che danno da mangiare cibi tipici dell'evento offerti e preparati dagli organizzatori della tavolata: fave secche bollite, frittelle di finocchietti selvatici, frittelle di cardi, ceci bolliti. Questo viene fatto per grazia chiesta o per grazia ricevuta e richiede un lunghissimo lavoro per tutta la famiglia organizzatrice e per i vicini di casa. Oggi non sono solo i poveri ma tutta la comunità visita e mangia alle tavolate, vista anche la valenza folkloristica dell'evento. Giorno 19 marzo, quindi il giorno di San Giuseppe, un numero dispari di "poveri" che va da un minimo di 3 (Gesù, la Madonna e San Giuseppe) a un massimo di 13 (vari santi e sante) si siedono alla tavolata impersonando ognuno un santo o una santa. Consumano parte dei piatti esposti durante la tavolata e tra la pasta che viene preparata, oltre tipicamente a quella con i ceci, viene data anche questa pasta con la mollica che dunque si chiama La pasta dei Santi! Potete dare un'occhiata a una tavolata di San Giuseppe a Leonforte (Enna) cliccando qui: si aprirà un video su youtube, così potrete vedere la ricchezza della tavolata e il grandissimo lavoro fatto dalle donne che preparano i pani con le forme simboliche. Se non lo guardate non poete davvero capire come sono fatte le tavolate e perchè c'è bisogno dell'aiuto di tutta la famiglia allargata e del vicinato!
Ma veniamno alla ricetta. Di fatto è una variante ancora più povera della pasta con la mollica che a sua volta è la variante povera della pasta con le sarde alla palermitana. E' una ricetta povera ma davvero squisita.
Ingredienti per 4 persone:
350 gr di spaghetti
300 gr di finocchietti selvatici
2 cipollotti
4 filetti di acciughe
200 gr di mollica da tostare
Procedimento:
Pulite i finocchi selvatici e fateli cuocere in abbondante acqua salata. Quando saranno cotti scolateli e ricordatevi di non buttare via l'acqua: servirà per cuocere la pasta. Tagliate grossolanamente i finocchi e fateli soffriggere in una padella.
Pulite i cipollotti, tagliateli a pezzetti e fateli rosolare in abbondante olio extravergine di oliva (per la quantità di olio regolatevi tenendo presente che poi servirà per condire la pasta) insieme ai filetti di acciughe.
Fate cuocere la pasta nell'acqua di cottura dei finocchi e, nel frattempo, in una padellina rosolate la mollica aggiungendo un filo di olio extravergine di oliva.
Scolate la pasta al dente e unitela alle cipollette soffritte e a metà della mollica tostata (fate quest'operazione a fuoco spento). Impiattate e ponete sopra la pasta i finocchietti e un'altra manciata di mollica tostata.
Vi assicuro che si tratta di una pasta buonissima che, tra l'altro, si può consumare anche fredda. Io ne vado matta!
Perchè si chiama dei Santi? Perchè per la festività di San Giuseppe, qui a Enna molto sentita, si organizzano delle tavolate votive in cui i padroni di casa oltre a preparate una tavola ricca di primizie simboliche (come l'arancio in 3 spicchi, i cardi, i germogli di grano ecc) e pani riccamente lavorati, danno da mangiare ai "poveri" che si recano alla tavolata giorno 18 marzo. Attenzione: chiunque può andare alla tavolata e, dopo aver visto la tavolata, in un altro angolo della sala ci sono persone che danno da mangiare cibi tipici dell'evento offerti e preparati dagli organizzatori della tavolata: fave secche bollite, frittelle di finocchietti selvatici, frittelle di cardi, ceci bolliti. Questo viene fatto per grazia chiesta o per grazia ricevuta e richiede un lunghissimo lavoro per tutta la famiglia organizzatrice e per i vicini di casa. Oggi non sono solo i poveri ma tutta la comunità visita e mangia alle tavolate, vista anche la valenza folkloristica dell'evento. Giorno 19 marzo, quindi il giorno di San Giuseppe, un numero dispari di "poveri" che va da un minimo di 3 (Gesù, la Madonna e San Giuseppe) a un massimo di 13 (vari santi e sante) si siedono alla tavolata impersonando ognuno un santo o una santa. Consumano parte dei piatti esposti durante la tavolata e tra la pasta che viene preparata, oltre tipicamente a quella con i ceci, viene data anche questa pasta con la mollica che dunque si chiama La pasta dei Santi! Potete dare un'occhiata a una tavolata di San Giuseppe a Leonforte (Enna) cliccando qui: si aprirà un video su youtube, così potrete vedere la ricchezza della tavolata e il grandissimo lavoro fatto dalle donne che preparano i pani con le forme simboliche. Se non lo guardate non poete davvero capire come sono fatte le tavolate e perchè c'è bisogno dell'aiuto di tutta la famiglia allargata e del vicinato!
Ma veniamno alla ricetta. Di fatto è una variante ancora più povera della pasta con la mollica che a sua volta è la variante povera della pasta con le sarde alla palermitana. E' una ricetta povera ma davvero squisita.
Ingredienti per 4 persone:
350 gr di spaghetti
300 gr di finocchietti selvatici
2 cipollotti
4 filetti di acciughe
200 gr di mollica da tostare
Procedimento:
Pulite i finocchi selvatici e fateli cuocere in abbondante acqua salata. Quando saranno cotti scolateli e ricordatevi di non buttare via l'acqua: servirà per cuocere la pasta. Tagliate grossolanamente i finocchi e fateli soffriggere in una padella.
Pulite i cipollotti, tagliateli a pezzetti e fateli rosolare in abbondante olio extravergine di oliva (per la quantità di olio regolatevi tenendo presente che poi servirà per condire la pasta) insieme ai filetti di acciughe.
Fate cuocere la pasta nell'acqua di cottura dei finocchi e, nel frattempo, in una padellina rosolate la mollica aggiungendo un filo di olio extravergine di oliva.
Scolate la pasta al dente e unitela alle cipollette soffritte e a metà della mollica tostata (fate quest'operazione a fuoco spento). Impiattate e ponete sopra la pasta i finocchietti e un'altra manciata di mollica tostata.
Vi assicuro che si tratta di una pasta buonissima che, tra l'altro, si può consumare anche fredda. Io ne vado matta!
Buon pranzo!
Etichette:
finocchietti selvatici,
pasta
Iscriviti a:
Post (Atom)














